martedì, 10 giugno 2008

Cena SolidarietĂ  e PIZZICA

 

CHI  VUOL PARTECIPARE ALLA CENA, PUO'  TELEFONARE O CONTATTARE IL  SOTTOSCRITTO

GRAZIE

CE

postato da: ce0014 alle ore 11:04 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 31 marzo 2008
Locandina corso volontariato
postato da: ce0014 alle ore 10:52 | Permalink | commenti (1)
categoria:amore, incontri, africa, societĂ , solidarietĂ , movimento umanista
giovedì, 27 marzo 2008

COOPI ed Energia per i Diritti Umani

Vi invitano

 domenica 30 marzo ore 17:30

ad un aperitivo solidale in

Via Federico Borromeo 75   (Roma in zona Boccea-Battistini)

 

Saranno proiettati:

v             

il documentario realizzato per COOPI dal regista Andrea Ruffini

"We San Komot - I diritti delle donne in Sierra Leone", con testimonianze delle donne vittime di violenze, beneficiarie dei progetti di sostegno

v             

il video-resoconto sul progetto sanitario "Diritti al Cuore"

portato avanti in Senegal dall'onlus Energia per i Diritti Umani

 

Interviene

il giornalista di Rai International Giuseppe Carrisi,

autore del libro "Kalami va alla guerra. I bambini soldato" (ed. Ancora)

 

...e inoltre buffet, mercatino di artigianato africano,   mostre fotografiche

ingresso 5 euro.

Il ricavato delle offerte verrà devoluto per sostenere i progetti di COOPI e Diritti al cuore

 

postato da: ce0014 alle ore 11:36 | Permalink | commenti (3)
categoria:amore, pace, incontri, africa, solidarietĂ , movimento umanista
venerdì, 14 marzo 2008

Amici cari amici belli,

dopo i filmati realizzati da Stefano TK su Diritti al Cuore 2008, arriva adesso su YOUTUBE  anche il diario di viaggio di Cesare , un diario di viaggio meno ufficiale, più leggero e forse scanzonato.

Sono sempre due filmatini da 9 minuti  circa ciscuno .

Ecco i link...

Diritti al Cuore Senegal 2008

Diario di Viaggio di Cesare 

 - - -   Prima parte

 - - -   Seconda  parte

grazie

postato da: ce0014 alle ore 11:34 | Permalink | commenti
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lunedì, 03 marzo 2008

DIRITTI AL CUORE GENNAIO 2008

LOGO DIRITTI AL CUORE

BIMBO SENEGALESE

Video missione Diritti al Cuore --Senegal Gennaio  2008

(link a youtube)

Prima parte   (10 minuti)

Seconda parte  (10 minuti)

postato da: ce0014 alle ore 14:33 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 15 giugno 2007

ROMA  -  ENERGIA PER I DIRITTI UMANI

ROMA 23 E 24 GIUGNO

  PARTECIPATE, PARTECIPATE,  . . . . . .

  GRAZIE

postato da: ce0014 alle ore 15:21 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 14 febbraio 2007

Senegal: appunti di viaggio

La seconda puntata del progetto sanitario Diritti al cuore  

  

(Scusate la lunghezza di questo post, infatti non era nato per essere un post; ma poi ho pensato di pubblicarlo ugualmente anche qui; spero avrete la pazienza e la forza di leggerlo fino in fondo. Grazie. Ce0014)  

A distanza di un anno esatto, è andata in onda la seconda puntata di Diritti al Cuore, fronte sanitario di Energia per i Diritti Umani, con un raggio di azione più ampio e completo e nuove ed interessanti prospettive. Infatti non sono state fatte solo delle visite mediche ai bimbi del progetto del sostegno a distanza, ma è partita la fase che forse a noi sta più a cuore, che  può dare risultati a lungo termine: la preparazione di un corso sanitario di base per donne e bambini.

Ma andiamo con ordine.

Ci siamo recati   presso diversi centri, dove già da anni l’ass. Energia svolge varie attività  (apertura di scuole, sostegno a distanza, diffusione dei principi di reciprocità e solidarietà)  e la promozione di diverse campagne quali Stop malaria e per l’appunto Diritti al cuore.

Quest’anno abbiamo visitato le comunità di Pikine (Icotaf, Tally-mbou-mack,  Bountou, Yeumbeul),  quindi la comunità rurale di Thiadaye (Ndiane-ndiane, Sossop, Fissel, Kuerjerime) e quindi Bandoulou vicino Passi. Abbiamo visitato circa 600 bambini, fra quelli che hanno il sostegno a distanza,  ma anche molti altri che inevitabilmente e giustamente si accostano a noi. Per non parlare degli adulti, a quali non par vero di potersi far controllare da un medico, senza alcun esborso monetario, ed avere magari anche qualche farmaco, che come approfondirò meglio dopo, da queste parti  sono un bene prezioso.

Avendo visitato molti dei bambini già visti l’anno scorso, abbiamo potuto verificare una situazione leggermente migliore,  naturalmente meno tappi di cerume alle orecchie (l’anno scorso ne abbiamo tolti più di 100!), ma anche una migliore situazione generale.  Siamo dovuti  intervenire in più di un caso per ferite trascurate ed ormai con gravi infezioni; se non le avessimo pulite, disinfettate e somministrati antibiotici (con le tanto temute ed odiate punture)  potevano causare seri danni, anche permanenti. Certamente le condizioni igieniche e le abitudini di vita, sono quelle che sono,  ed è infatti proprio su questo aspetto, messo a fuoco già l’anno scorso, che abbiamo fatto partire un altro “fronte” che   proseguirà parallelamente al lavoro già iniziato. Abbiamo organizzato e tenuto a Pikine Icotaf un corso/seminario di sensibilizzazione all’igiene, alla prevenzione di malattie e alla corretta alimentazione, rivolto alle donne, alle mamme, con l’obiettivo di trasmettere il messaggio che spesso, con pochi e semplici accorgimenti, si possono evitare malattie, fastidi, disturbi.  Abbiamo preparato un semplice documento in francese che abbiamo fotocopiato e consegnato alle donne e discusso, con l’aiuto di Aissata, donna responsabile del piccolo centro umanista di Pikine Icotaf, che traduceva in Wolof. C’è stata un’ottima partecipazione attiva, diverse domande e richieste di chiarimenti;  è stata una prima esperienza che va senz’altro ripetuta, naturalmente migliorata e completata, ma è stato un ottimo punto d’inizio per stabilire dei veri e propri punti di riferimento e di aiuto all’interno di ogni singola comunità. Abbiamo cominciato a  preparare un opuscolo a colori da stampare,  con testo e immagini per facilitare la comprensione sul tema della prevenzione,  da distribuire durante corsi di formazione che terremo in ogni località in cui faremo le visite mediche.

 

Altro aspetto nuovo è la collaborazione con l’associazione senegalese Aseac.

L’Aseac  aiuta e sostiene materialmente e psicologicamente le famiglie dei bambini malati di tumore ricoverati all’ospedale Le Dantec di Dakar. Siamo entrati in contatto con l’associazione l’anno scorso dopo esser venuti a conoscenza della triste storia di Amina (vedi la nostra rivista, il numero di marzo 2006), bambina malata di cancro curata in Italia e morta al suo rientro in Senegal per dissenteria. Insieme a loro abbiamo visitato il reparto di pediatria generale e di oncologia pediatrica, consegnando dei piccoli regalini ai bimbi ricoverati,  piccole cose (giochini, quaderni, colori, ecc.) che forse hanno dato un attimo di serenità. Naturalmente non è questo lo scopo che vogliamo prefiggerci o meglio non è il principale:  vorremmo come primo passo aiutare l’Aseac ad aprire e far funzionare al meglio una ludoteca all’interno dell’ospedale dove i bimbi possano trovare dei momenti di serenità e di distrazione;  passo dopo passo si dovrebbe arrivare all’obiettivo finale di aprire una vera e propria casa, preferibilmente non lontano dall’ospedale, dove le famiglie potrebbero essere ospitate durante il ricovero o le cure  dei bimbi malati. Un obiettivo ambizioso, ma che l’Aseac con il nostro aiuto intende perseguire e realizzare. Durante il nostro soggiorno a Dakar abbiamo inoltre  avuto una riunione, insieme a Nafi dell’Aseac, col Prof. Moriera,  primario del reparto di oncologia pediatrica. Abbiamo individuato dei punti per i quali potremmo  collaborare cercando di migliorare le condizioni di vita all’interno dei reparti e per quanto possibile, fornire sempre tramite l’Aseac, del materiale sanitario utile all’ospedale.

I farmaci rappresentano un altro punto dolente: ai ricoverati  non vengono fornite le medicine. Il medico fa la prescrizione e poi i malati devono comprarsele.

È evidente che alcuni lo possono fare, hanno i soldi, molti altri no, la maggioranza,  e quindi rinunciano alle  cure. Il Prof. Moriera ci ha detto che nel suo reparto, grazie a sue iniziative personali, aiuti e/o collaborazioni,  riesce quasi sempre a fornire le cure per i malati di tumore, ma è un’eccezione e non si sa fino a quando potrà farlo.

 

Oltre al racconto delle attività  svolte durante queste tre settimane in Senegal, e ai progetti che vorremmo far partire, anzi faremo partire nel campo della Sanità intesa nel senso più ampio del termine, è doveroso aggiungere la considerazione che ogni viaggio in Africa è un’esperienza personale e di vita molto coinvolgente.

Abbiamo vissuto immersi in un mondo affascinante che all’inizio per noi è sorprendente, difficile da comprendere.

Lo scorrere del tempo, la mentalità, l’atteggiamento delle persone nei confronti della vita è molto diverso da quello al quale noi cittadini del mondo occidentale siamo abituati.

Il tempo Africano non è un’invenzione astratta, … tutto si fa con più calma, si prende un autobus, un treno e si sa quando si parte (forse) ma non quando si arriva, ….un pasto “quasi pronto” significa che sono appena andati a comprare le cose da cucinare e così via.

Ma forse, è giusto così.

 

E poi i sorrisi, .. . . . i sorrisi dei bambini ….ovunque bimbi allegri e sorridenti: bambini che, come da noi 50 o 100 anni fa, giocano contenti con una palla sgonfia o una vecchia bottiglia, bambini che ti vengono incontro giocosi e sorpresi nel vedere i Toubab, bambini ubbidienti (come da noi non ce ne sono più), …. bambini ovunque, …. bellissimi,  . . . .. bambini che sono i soggetti privilegiati nelle nostre foto. 

 

E poi  il cielo stellato nel buio più fitto, un buio dove per decine e decine di chilometri non esiste una luce artificiale…..un cielo con così tante stelle che è difficile da immaginare,   bisogna vederlo…. nel silenzio assoluto, assoluto  della notte.

 

E poi le situazioni toccanti all’interno dell’ospedale, situazioni difficili,  situazioni tristi che abbiamo vissuto e che ci accomunano, noi e loro  nel  dolore.

C’è, forse,  un atteggiamento di rassegnazione e di accettazione della malattia  maggiore che non da noi,…dico forse perché è difficile capire e immaginare queste cose….forse una dose maggiore di fatalismo, forse si fanno tanti figli anche per questo, forse la miseria fa accettare perfino questo…..ma non è facile e non è giusto trarre conclusioni e ancor meno dare giudizi.

 

Ma torniamo alle nostre attività; carne al fuoco ce n’è tanta, bisogna rimboccarsi le maniche e studiare, trovare le modalità migliori per collaborare con queste realtà,  senza  far arrivare aiuti dall’alto, ma sviluppare insieme progetti, farsi venire idee, ampliare la rete di volontari in loco. Inutile dire che abbiamo bisogno del vostro aiuto. 

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giovedì, 08 febbraio 2007

bellissima

bellissima

bellissima

che bella!!!!!

bella!!!!!!

che sorriso!!!!

foto di gruppo

baobab!!!!

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mercoledì, 29 novembre 2006

Domani 30 Novembre

GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA PENA DI MORTE

La Giornata Internazionale "Città per la Vita- Città contro la Pena di Morte" ricorda l'anniversario della prima abolizione della pena di morte dall'ordinamento di uno stato europeo, da parte del Granducato di Toscana nel 1786.

 L'iniziativa – giunta alla sua quinta edizione -  è promossa dalla Comunità di Sant'Egidio e sostenuta dalle principali associazioni internazionali per i diritti umani, raccolte all'interno della World Coalition Against the Death Penalty (tra cui Amnesty International, Ensemble contre la Peine de Mort, International Penal Reform, FIACAT).

 Roma, Napoli, Bruxelles, Madrid, Ottawa, Berlino, Barcellona, Firenze, Reggio Emilia, Venezia, Città del Messico, Buenos Aires, Puerto Rico Austin, Dallas, Antwerpen, Vienna, Parigi, Copenhagen, Stoccolma, Bogotà, Santiago del Cile, Abidjan, Lomè, Conakry, Maputo, Windhoek, Dakar, Praia, 500 città piccole e grandi sono già diventate "Città per la Vita - Città contro la Pena di Morte"!  Tutti i loro monumenti “simbolo” verranno illuminati  – dal Colosseo a Roma alla Plaza de Santa Ana di Madrid, dall'Obelisco centrale di Buenos Aires al Palazzo della Moneda a Santiago, dall’Atomium di Bruxelles alla Piazza della cattedrale di Barcellona - formando un ampio schieramento morale mondiale per chiedere di fermare tutte le esecuzioni capitali. 

L’Africa, pur provata più di altri continenti dai conflitti e dalle povertà, si distingue per un trend positivo sia nella diminuzione costante del numero delle esecuzioni che nell’aumento dei Paesi che attuano una moratoria de facto. Prima del 2002 dieci Paesi africani hanno abolito de iure la pena capitale (Sud Africa, Angola, Capo Verde, Costa d’Avorio, Gibuti, Guinea-Bissau, Mauritius, Mozambico, Namibia e São Tome e Principe). Altri dieci sono considerati abolizionisti de facto (Benin, Burkina Faso, Repubblica del Congo (Brazaville), Gambia, Madagascar, Mali, Niger, Repubblica Centro Africana, Togo). In più di metà dei Paesi africani nessuno viene più messo a morte. Anche Liberia e Senegal da qualche hanno sono entrati nel novero dei Paesi abolizionisti, mentre nel resto del continente africano diversi sono i Paesi che stanno compiendo progressi significativi: così il Rwanda, Marocco, Zambia, Malawi.

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martedì, 21 novembre 2006

Contro la guerra, il sesso di massa
"Il Global Orgasm salverà il pianeta"

Orgasmi in contemporanea in tutto il mondo

L'INTENTO è nobile, e i promotori lo sostanziano anche di fondamenti scientifici (o pseudo tali). L'unico problema è vedere se tutti, ma proprio tutti, riusciranno a raggiungere, nello stesso momento, dal Polo all'equatore, quel che si chiede loro di raggiungere. O se l'effetto sarà altrettanto efficace pure se qualcuno ci mette un po' meno tempo, qualcuno ce ne mette molto di più, qualcun altro non ce la fa ad arrivare a destinazione. Insomma, fate in fretta i regali di Natale e tenetevi liberi per il 22 dicembre: perché allora il mondo si mobiliterà con il Synchronized Global Orgasm, la giornata dell'orgasmo collettivo sincronizzato. Un modo per concentrare un flusso di energia così potente - gli ideatori ne sono certi - da fermare le onde negative che attraversano il pianeta e tutto ciò che ne consegue. Dalle guerre ai terremoti.

Tratto da   La Repubblica

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categoria:amore, pace